- Il commissario Montalbano - Un covo di vipere - Una mattina il sessantenne Cosimo Barletta, imprenditore, viene trovato morto nella sua casa al mare. E’ stato ucciso con un colpo di arma da fuoco alla nuca, mentre era tranquillamente seduto in cucina a bersi un caffè. Non ci sono segni di effrazione, quindi a ucciderlo è stato qualcuno che lo conosceva, che lui stesso può avere fatto entrare, o addirittura una donna che può avere passato la notte là con lui. Il caso prende presto tinte assai fosche, perché Montalbano scopre, anche grazie alla testimonianza dei figli dell’assassinato, che Barletta era tutt’altro che una persona specchiata: uomo freddo, crudele, privo di scrupoli e sentimenti, Cosimo, oltre che spregiudicato imprenditore, era anche un ignobile strozzino e aveva rovinato un sacco di gente a Vigata. Ma non è tutto, perché Barletta aveva inoltre una particolare inclinazione a costringere giovani ragazze a concederglisi, per poi ricattarle e tenerle sotto il proprio giogo. Erano in molti, quindi, a odiare quest’uomo orribile e sadico. Molti i potenziali assassini. Un caso complicato, e che si complicherà ancora di più quando il nostro Montalbano scoprirà che a Barletta non hanno semplicemente sparato, ma che poco prima era stato addirittura avvelenato. Come se due assassini, indipendentemente l’uno dall’altro, avessero deciso quella stessa notte di ucciderlo. - Il commissario Montalbano - Come voleva la prassi - Stavolta il cadavere è una bella ragazza senza nome, ritrovata nuda, con solo un accappatoio addosso intriso di sangue, abbandonata sul freddo pavimento del portone di via Pintacuda. Ma cosa ha spinto la ragazza a trascinarsi, esanime, fin dentro a quel portone? Montalbano sospetta che la vittima sia una prostituta proveniente dall’ex Europa. E spera che i Cuffaro, che al momento dominano il mercato della prostituzione a Vigata, isolino i responsabili di un crimine così brutale. Per tutta risposta il commissario rimedierà anche un attentato alla sua vita. Per fortuna, uno dei killer mandati dai Cuffaro a ucciderlo lo risparmia, perché qualche anno prima lo stesso Montalbano gli aveva salvato la vita. Alla fine, Montalbano scoprirà che la ragazza ha deciso di morire nel portone del palazzo di via Pintacuda per indirizzare gli inquirenti verso un inquilino. Non l’assassino, ma un complice, che ha assistito, e ripreso con una telecamera, un’orgia fra notabili della zona, mascherati ma riconoscibili, conclusasi con il ferimento a morte della stessa ragazza. Durante questa indagine – in cui per la prima volta Ingrid e Livia s’incontrano – Montalbano conosce un giudice in pensione, Leonardo Attard. L’uomo inquieta il commissario perché sta facendo la revisione dei processi che ha celebrato, per essere sicuro di non essere mai stato condizionato nel giudizio dai problemi della sua vita privata. Pur intuendo il tragico epilogo di questa revisione, Montalbano non riesce a evitarlo.