FIGURA DI CULTO DEL CINEMA EUROPEO, BÉLA TARR HA AFFRONTATO LE MISERIE UMANE CON RADICALE NICHILISMO E UN’ESTETICA RIGOROSA.
Gettando uno sguardo tanto profondo quanto oggettivamente provante su una realtà immota e immutabile, se non per il suo lento e inevitabile dissolversi. In trent’anni ha realizzato nove lungometraggi creando un’opera sulla dignità umana, plasticamente unica, audace, personale, misteriosa che genera una nuova realtà, parallela e siderale. Vera ossessione per i produttori, ha vinto al festival di Berlino l’Orso d’argento con Il cavallo di Torino.
“Io non mi sono mai ritenuto un regista: pensavo che la mia unica missione fosse cambiare il mondo.” - Béla Tarr
Contiene:
- Nido familiare (1979 - 108')
- The Outsider (1981 - 122')
- Rapporti prefabbricati (1982 - 102')
- Almanacco d'autunno (1984 - 119')
- Perdizione (1988 - 120')
- Satantango (1994 - 450' - 3 dischi)
- Le armonie di Werckmeister (2000 - 145')
- L'uomo di Londra (2007 - 139')
- Il cavallo di Torino (2011 - 150')