Jean Renoir, figlio del celebre pittore impressionista Pierre-Auguste Renoir, portò nel cinema una sensibilità unica, capace di unire lo sguardo intimo sull’essere umano con un’analisi profonda dei rapporti sociali. Nei suoi film, la leggerezza della vita quotidiana e il dramma della storia si intrecciano in un equilibrio fragile, poetico e universale.
La scampagnata (1936)
Durante una gita in campagna nell’estate del 1860, la famiglia Dufour incontra due giovani canottieri. La figlia Henriette e uno dei ragazzi vivono un breve ma intensissimo momento d’amore destinato a non ripetersi, lasciando un ricordo struggente e malinconico.
La grande illusione (1937)
Durante la Prima guerra mondiale, alcuni ufficiali francesi vengono fatti prigionieri dai tedeschi. Tra tentativi di fuga, amicizie inattese e differenze di classe, emerge la consapevolezza che l’antico mondo aristocratico sta scomparendo, mentre la guerra rivela l’assurdità delle divisioni umane.
La regola del gioco (1939)
In una tenuta di campagna, un gruppo di aristocratici e i loro domestici intrecciano gelosie, tradimenti e giochi di seduzione. Durante una battuta di caccia e un ballo, le tensioni esplodono fino a un epilogo tragico che smaschera l’ipocrisia della società borghese alla vigilia della guerra