Milano, anni '30. Enrico Mattei viene dalla provincia marchigiana. Dalla sua ha l'irrequietezza, la voglia di crescere, la capacità di sorprendere e di realizzare quello che vuole. A quindici anni operaio, a vent'anni direttore di fabbrica, a 25 anni ha appena messo in piedi la sua prima fabbrica quando conosce Greta, ballerina austriaca di cui si innamora perdutamente. Decide di sposarla andando contro il parere della famiglia. Ma lo scoppio della guerra muta il corso della sua esistenza. Dall'incontro con La Pira e un gruppo di antifascisti cattolici, Mattei capisce che quello che sta facendo per il suo paese non basta e decide di coinvolgersi nella Resistenza. Con la sua straordinaria intraprendenza riorganizza le fila dei partigiani bianchi, di cui diventa ben presto un capo. Finita la guerra, Mattei vorrebbe continuare a lavorare per la ricostruzione del paese, ma gli viene affidato un incarico all'apparenza di poco conto: liquidare l'Agip, un carrozzone pieno di debiti. Insospettito dalle offerte di acquisto di diverse multinazionali, Mattei si rende conto del valore dell'azienda e si oppone alla sua vendita, violando così la tacita intesa tra il governo e gli alleati...