A mezzo secolo dalla sua nascita e a trent’anni dalla sua fine, nominare Carosello significa immediatamente mettere a fuoco l’Italia del miracolo economico. È un momento febbrile. Nasce la televisione, la vita nelle città prende il sopravvento nel paesaggio nazionale, scatta la grande immigrazione dal Sud verso il triangolo industriale e Carosello diventa lo sfondo dell’urbanizzazione e degli stili di vita che appartengono alla nuova dimensione metropolitana e industriale. Nei dieci minuti serali e nei vent’anni totali di questa prima festa del consumo, dal tepore della comunità (la ‘Gemeinschaft’ di Tönnies), si passa rapidamente alla società astratta, la ‘Gesellschaft’ dove tutto è calcolabile, misurabile, prevedibile, quantificabile. Non ci vuole molto perché dallo schermo tv si inneschi un implacabile effetto di rimbalzo, per cui Carosello detta criteri di comportamento, a cui la società via via si adegua, mentre la pubblicità provvederà poi a rafforzare comportamenti e atteggiamenti dei ceti medi presenti e futuri, e a programmare modalità comportamentali ulteriori, ancora più ‘avanzate’. Poi, modernizzata approssimativamente l’Italia, Carosello esaurisce il suo compito e viene abrogato, nel fatale anno 1977: ma il solco è stato tracciato, la semina è stata abbondante, e i frutti sono sotto gli occhi di tutti noi. Disco 1: Carosello si racconta - Cartoonists - Carosello al cinema - I nonni dei Jingle Disco 2: Armando Testa una firma inconfondibile - Luce suoni e fantasia - Carosello al cinema - I nonni dei Jingle Disco 3: Il Gran Finale - Parole e musica - Carosello al cinema - I nonni dei Jingle Disco 4: Super Emmer - Carosello al cinema - I nonni dei Jingle