Madrid, 23 aprile 2005, Real Madrid contro Villareal. Questo strano e affascinante film segue, per l'intero corso della partita, un solo personaggio: Zinedine Zidane. Ci sono ogni tanto delle inquadrature allargate, soltanto per dare un'idea del campo, ma per il resto l'obiettivo resta lė, su quell'uomo solo e serio che corre assai poco, ma sembra tenere sotto controllo lo spazio, sembra essere lė per sorvegliare che il gioco proceda come lui sa, per assentire al piccolo destino del risultato. E' il calcio come non lo abbiamo mai visto, il calcio dentro il catino berciante di folla, negli spazi vuoti, nelle attese, nella sorveglianza continua, negli scatti vani. Ma č anche qualcosa di pių: osservando Zidane minuto dopo minuto si comincia a pensare che proprio guardato cosė il calcio, non nelle vane blaterate dei commentatori, non nei moralisti sportivi che ''la disciplina forma i giovani'', ma nel trotto leggero di questo grande campione. nel suo sguardo cosė serio da diventare cupo, guardato cosė il calcio abbia da insegnare qualcosa. Che tutti possiamo se non imparare, almeno riflettere su come facciamo il nostro lavoro. guardando Zidane fare il suo. E per i patiti del personaggio c'č altro: in quegli occhi quasi bui, nel borbottio di mezze frasi ai compagni, nei richiami incomprensibili agli avversari, nella concentrazione solipsistica si comincia a capire meglio la famosa testata.